lunedì 12 novembre 2012

Pena di morte in Turchia: Erdogan pensa di reintrodurla

La pena di morte in Turchia è stata abolita nel 2004 e ora il primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan pensa di reintrodurla, con le dovute conseguenze nell'ambito delle trattative per l'ingresso nell'Unione Europea. La stampa è la prima a paventarlo: dopo la questione Cipro, la questione curda e il problema della libertà di parola, il ripristino della pena di morte sarebbe il colpo di grazia che stroncherà definitivamente lo slancio europeista del Paese. Il Premier ha spiegato che se le famiglie delle vittime riescono a perdonare l'assassino, ben venga; ma questo non spetta allo Stato. Lo Stato deve fare giustizia. Molti turchi, per esempio, vorrebbero vedere morto Ocalan, il leader del Pkk - Partito dei lavoratori del Kurdistan, rinchiuso a İmralı dal 1999. ''Molte persone sono favorevoli al ripristino della pena di morte - ha dichiarato Erdoğan - perché i genitori dei morti soffrono mentre altri festeggiano mangiando kebab". I suoi oppositori lo accusano di voler "distrarre" il popolo dalla questione curda. E nel mentre, la mano tesa dell'Europa si ritrae.
 
La pena di morte in Turchia. La pena di morte è stata abolita nel 2004, e sostituita con l'ergastolo aggravato - cella di isolamento in carceri di massima sicurezza - mentre l'ultima esecuzione capitale risale al 1984. Tra il 1980 e il 1984 furono giustiziate 50 persone, tra cui 27 condannati per motivi politici. All'epoca la pena capitale, da esercitarsi con l'impiccagione, era prevista per i reati contro lo stato, il Governo e la Costituzione e per altri crimini come l'omicidio e lo stupro. Nel febbraio del 2006, due anni dopo l'abolizione della pena di morte, la Turchia firmò il Protocollo n.13 alla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo.

10 commenti:

  1. La NOTIZIA, di cui sopra, era stata smentita lunedì dal VICEPREMIER(torno a dire che le parole sono come pietre, specie se dette in turco e quindi di non facile lettura!), leggete qui...:

    http://www.ilmondo.it/esteri/2012-11-09/turchia-erdogan-tentato-pena-morte-breivik-ci-vorrebbe_134737.shtml


    Tra l'essere tentati per alcuni crimini e volerla reintrodurre c'è una bella differenza.
    Con tutta l'antipatia che l'articolista possa nutrire per il premier turco, non facciamo il processo alle intenzioni.
    Anche in Italia, se facessimo un sondaggio su quale pena sarebbe giusta per BREIVIK, avremmo i risultati che noi tutti possiamo immaginare.

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  2. L'essere tentati per alcuni crimini significa pensare di reintrodurla per alcuni crimini, no? Che poi la possibilità sia lontana si evince anche dall'articolo. Non ho detto che sarà reintrodotta ma che ci sta riflettendo sopra. Esattamente come dice lui stesso in questa dichiarazione: Uluslararası camia AB’den ibaret değil. Mesela ABD, Çin, Rusya ve Japonya’da idam var. Siyasi suçlarla ilgili olarak değil ama terör ve ölüme sebebiyet verme kapsamında idamı tartışmak elbette mümkün olabilir.

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  3. L'essere tentato da una cosa e pensare di reintrodurla, non sono sinonimi.
    Sono tentanto da una cosa, ma poi penso(rifletto) e quindi non attuo quella tentazione, quel proposito.
    Pensare di fare una cosa, signifca che la cosa che si vuole è stata già rappresentata nella mente di chi l'ha pensato, di conseguenza
    il prossimo passo è l'attuazione. Nel primo caso c'è una possibilità, nel secondo caso, una probabilità.
    Sembrano sinonimi ma anche nel linguaggio penale indicano due cose diverse e soggiacciono a trattamenti sanzionatori diversi.

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  4. Davide (il solito)13 novembre 2012 11:34

    Ahahah Lucia animatrice di questo blog. "Sono tentanto da una cosa, ma poi penso(rifletto) e quindi non attuo quella tentazione, quel proposito."

    Ma ti pagano per difenderlo?

    "La settimana scorsa durante un comizio, Erdogan aveva detto che la maggior parte dei turchi è favorevole al ripristino della pena di morte per determinati reati, soprattutto per i guerriglieri separatisti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), responsabili della morte di soldati nell'est del Paese."

    Qui poi fantastico accenno al suo Nazionalismo:
    "Il premier aveva fatto anche accenno alle pressioni internazionali perché non venisse applicata ad Abdullah Ocalan, il fondatore del Pkk." (quindi invece, noi turchi en iyi dovremmo decidere da noi, senza ingerenze straniere. Mi ricorda il testone.)

    Questo non è _pensare_ di applicarla? E' esser tentati, giusto? Il rumore di dita che scivolano sugli specchi si è fatto troppo forte. Questo è un capo di stato. Il fatto che parli della pena di morte in termini positivi mi sembra abbastanza. Menomale che c'è qualcuno che le dice, queste cose.

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  5. Ripeto, il tutto è stato smentito da più di una settimana.
    Ho indicato anche il link.
    La riflessione è maturata a seguito di alcuni crimini efferati, nella specie il caso BREIVIK, in norvegia, punito con 21 anni di reclusione, pena max. prevista in Novergia, per aver ucciso 77 persone.
    Fai un sondaggio in Italia e vedi cosa ne pensano...
    I nostri politici glissano l'argomento perché sanno che è una tematica scomoda.

    Non mi pagano purtroppo altrimenti riceverei dei lauti compensi...eheheh

    Parliamo invece dell'importanza dell'apertura dell'attuale Governo turco alle minoranze religiose...significherà qualcosa o no?!

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1768046&codiciTestate=1


    Ps. @DAVIDE...mi auguro che tu abbia letto i link precedentemente segnalati nell'altro Post.

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  6. @Lucia: si, e li ritengo gravemente disinformativi, scritti da qualcuno che il liberismo, evidentemente non ha idea di cosa sia, perché il paragone, come ti ho già detto, non regge.

    Tu, piuttosto, mi auguro che abbia letto il libro di storia che ti ho segnalato nell'altro titolo. ;-)

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    1. Mi spiace Davide...le referenze di chi l'ha scritto sono attendibilissime. Un Post beccato per caso e scritto molto tempo fa da una persona competente e che vive in Turchia.
      Il libro lo leggerò con piacere...il link del pdf che ti ho inviato nell'altro Post era proprio della Sig.ra Ottaviani, l'autrice del libro che mi hai segnalato!
      Leggilo bene... ;)

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  7. ECCO COME VIENE DEFINITO IL PREMIER TURCO ERDOGAN DA UN VERO
    GIORNALISTA!
    ANTONIO FERRARI, CORRIERE DELLA SERA,
    COSI' DICE: PREMIER ISLAMICO MODERATO!

    @ davide, ASCOLTA CON LE TUE ORECCHIE:
    http://video.corriere.it/voci-oriente/3d9742ca-3226-11e2-942f-a1cc3910a89d

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  8. Lucia, parla con un turco e chiedigli che fine fanno i giornalisti che parlano male del governo, o gli studenti che osano manifestare pacificamente. Poi ne riparliamo di quanto sia liberale e moderato Erdogan! Forse anche Ferrari ha una visione rosea di questo governo "moderato", o forse non lo hanno ingiustamente e misteriosamente incarcercato o licenziato... Si informasse seriamente...

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  9. Vabbè...il pluralismo è il sale della democrazia.
    L'importante è far sentire tutte le voci e quindi
    senza limitarsi ad una visione, (nella specie, solo quella di ANSAMed).

    Mi sembra di aver supportato le mie tesi ampiamente, portando anche il parere di illustri giornalisti.
    Non solo, ma anche riportanto il parere di un italiano che vive a Izmir.
    E' poco? :)
    Mi spiace...ma rispettiamo anche chi la pensa diversamente e chi non pretende di avere la verità in tasca ma perlomeno dubita di certe esternazioni.
    Scrivete a Ferrari e convincetelo di codeste asserzioni...

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