lunedì 12 novembre 2012

Una triste commemorazione di Atatürk, 10 novembre 2012

Il 10 novembre in Turchia si festeggia l'anniversario della morte di Mustafa Kemal Atatürk, il Padre dei Turchi. Fu lui ad accompagnare la Turchia nella trasformazione da arto sfasciato dell'impero Ottomano a nazione moderna e, per quanto possibile, occidentale. Quest'anno, qualcuno ha definito "triste" la commemorazione che unisce il paese dal 1938, anno della morte dello statista. Triste perché il suo spirito di rinnovamento è sempre più lontano - il nuovo Premier Recep Tayyip Erdoğan, checché se ne dica, sta allontanando sempre più il Paese dall'Europa; l'ultima proposta è di reintrodurre la pena di morte - triste perché il Premier non era presente - assente per motivi giustificati, un meeting internazionale - triste perché il suo testamento progressista si perde sempre più nella nebbia del tempo, in favore di un islamismo che tende all'infinito verso l'integralismo della primavera araba. Quest'anno, inoltre, il picchetto d'onore è stato tenuto dalla polizia anziché dall'Esercito. Dettagli?

2 commenti:

  1. Rispetto l'opinione di chi ha scritto l'articolo ma non condivido.

    Non penso, inoltre, di essere la sola a non condividere questo tipo di visione...
    Ci sarebbe da aggiungere il fatto, non poco rilevante, che dalle scorse elezioni, il partito dell'attuale premier turco ne è uscito indebolito.
    Le Riforme costituzionali (volute da Bruxelles) vanno fatte con un ampio consenso parlamentare.
    E in fin dei conti, anche se la cosa potrebbe rallentare il processo di adesione verso U.E., è bene, a mio avviso, che la società turca faccia le proprie scelte liberamente e democraticamente.

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  2. Buongiorno Lucia, grazie per il tuo commento. Vorrei redigere un articolo secondo lo schema dell'intervista doppia, inserendo due punti di vista diversi circa il rapporto del governo Erdogan con l'Europa, in tre/quattro domande (che mi suggerirete voi). Vorrei chiederti se saresti disposta ad aiutarmi. Per rispettare la privacy scriverò solo il nome di battesimo dei due intervistati.
    Grazie comunque,
    Eleonora

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