mercoledì 12 dicembre 2012

"Ho vissuto a Istanbul per 10 mesi e vi racconto la mia esperienza"

Ho intervistato Valerio, italiano (romano), chiedendogli di parlarci della sua esperienza di vita a Istanbul. Valerio ha vissuto a Istanbul per 10 mesi circa. Queste le domande e di seguito le sue risposte:

Quanto tempo hai trascorso a Istanbul?
Come hai trovato casa?
E come hai trovato lavoro?
Quanto tempo hai impiegato per imparare il turco?
Qual è l'usanza alla quale proprio non sei riuscito ad abituarti?
Com'è la movida a Istanbul?
E' facile fare amicizia a Istanbul?
I trasporti funzionano a Istanbul?
In base alla tua esperienza cosa consigli a chi vorrebbe trasferirsi a Istanbul?


Quanto tempo hai trascorso a Istanbul?


Ho vissuto a Istanbul una decina di mesi circa.

Come hai trovato casa?

Trovare casa non è stato semplice perché se non garantisci una lunga permanenza, difficilmente ti applicano un buon prezzo. Tanto per capirci, te lo fanno in euro invece che in turkish lira. Comunque dopo diverse peripezie e scelte sbagliate ho trovato un annuncio in italiano su uno di questi blog tipo Renting room Istanbul, una cosa del genere.

E come hai trovato lavoro?

Non sapendo la lingua, trovare un lavoro non è stato facile. Mi sono proposto come operatore turistico cercando di sfruttare la conoscenza di altre lingue ma alla fine, mettendomi in contatto con la community italiana a Istanbul sono stato indirizzato da un ragazzo che lavora in un call center, che aveva bisogno di personale italiano. Così sono entrato. Dal punto di vista economico nulla da dire, prendevo circa 1800 lire; per il resto è un'esperienza che sconsiglio, dal momento che il call center è un lavoro totalmente alienante e purtroppo mette in evidenza i lati peggiori della città.

Quanto tempo hai impiegato per imparare il turco?


Quanto tempo... bella domanda. Ho iniziato da autodidatta, in quanto i corsi alle scuole private erano già tutti avviati, dopodichè ho trovato il lavoro e con questo se n'è andata la voglia di studiare. Quando ho lasciato il call center ho frequentato un mese di corso intensivo presso il Dilmer (4 ore al giorno per 5 giorni alla settimana) e ho finalmente imparato ad utilizzare la lingua in maniera accettabile. Le abilità nell'apprendimento linguistico sono estremamente soggettive, però se posso dare un suggerimento consiglio di fare subito un mese di corso intensivo e cercare di trovarsi una casa frequentata da turchi. E' l'unico modo. In Turchia la barriera linguistica è un ostacolo importante dal quale dipende gran parte dell'esperienza che si andà a fare. Io concretamente avevo solo la mia ragazza, per il resto la casa era priva di televisore e di persone con cui interagire e dunque è stata dura.

Qual è l'usanza alla quale proprio non sei riuscito ad abituarti?


Non sono riuscito ad abituarmi ai tempi alimentazione. Mi spiego meglio. Il cibo è diverso ma ci si abitua. L'unica cosa è che si beve poca acqua, soprattutto minerale, anche perché non esiste e questo mi ha creato qualche problema a lungo andare. In ogni caso il problma più grande l'ho riscontrato negli orari in cui di solito si mangia. La base della loro alimentazione risiede nella colazione, sostanzialmente salata e molto sostanziosa, che avviene verso la tarda mattinata. Il pranzo di conseguenza viene minimizzato per arrivare a cenare alle sei di sera. Premesso che si può mangiare a tutte le ore, se si vive a contatto con loro si è comunque suscettibili a questi ritmi. Eccessivo l'uso del formaggio. Sono ingrassato di 4 chili e mi sembrava di non mangiare nulla. A mezzanotte avevo sempre fame!

Com'è la movida a Istanbul?

La movida a Istanbul è diversa dalla nostra. Non aspettatevi piazze o luoghi di ritrovo diversi da locali appositi. La vita è per lo più al chiuso e la forte tassazione che c'è sugli alcolicil fa sì che vi siano luoghi dove sostanzialmente non si beve e altri dove una birra può arrivare a costare 12 lire (come potere d'acquisto quasi 12 euro!). Per il resto è pieno di discoteche che non si discostano troppo dalle nostre a parte i costi elevati indotti dagli alcolici. Di conseguenza è evidente una stratificazione sociale che si riscontra anche nei luoghi di aggregazione. Ho visto pochi luoghi simili a centri sociali e cose simili. C'è però tutta una parte alternativa che merita attenzione, localetti dove suonano jazz contaminato dai loro strumenti tradizionali, ma non la definirei movida.

È facile fare amicizia a Istanbul?

Fare amicizia dipende molto dalle nostre caratteristiche di personalità e dal momento specifico che stiamo vivendo. In linea di massima non lo è, ma tutto sta nel trovarsi nel posto giusto. La comunità internazionale è numerosa e magari attraverso un corso di lingua si può fare qualche buona conoscenza. Con i turchi può sembrare più difficile all'inizio ma state tranquilli che se trovate quelli giusti, attraverso l'inglese non sarà difficile socializzare. Ovviamente se uno conosce la lingua il ventaglio sociale si allarga fortemente. I turchi in generale sono persone mediamente sempre molto disponibili.

I trasporti funzionano a Istanbul?

I trasporti funzionano alla grande! Pure troppo! Detto così sembra un paradosso ma la verità è che la congestione permanente di cui vive la città sembra essere condizionata proprio dall'eccessiva varietà di trasporti messi a disposizione. Metro, Autobus, Pullmann, Tram, Metrobus, Vaporetti, Taxi e Dolmus. Questi ultimi rappresentano insieme ai penultimi il vero problema della città. Se da un lato sono molto comodi - si tratta di ford transit a 9 posti che fanno le veci di un taxi con percorsi prestabiliti - dall'altro sono una tragedia perché sono completamente sregolati e per questo creano il traffico. Poiché vanno a riempimento sempre e comunque, li potete notare costantemente sulla destra della carreggiata a strombazzare in cerca di clienti da "rubare" alle fermate dei bus. Potete immaginare il panico che si crea; per non parlare dell'odio palpabile che scorre con i tassisti. Diventa una gara a chi prende più gente e questo innervosisce tutti. Non ci sono corsie preferenziali e non esistono zone a traffico limitato. Per il resto stare a piedi non rappresenta un problema, a parte la sensazione di vivere in un carro bestiame permamente.

In base alla tua esperienza cosa consigli a chi vorrebbe trasferirsi a Istanbul?

Assolutamente un corso di lingua intensivo di almeno un mese (ne vale la pena, davvero). Cercare casa in una zona possibilmente vicina ad una metro e popolata da turchi o comunque da coetanei.
Prendete contatto con il circolo Roma, una struttura autonoma afferente al Consolato d'Italia: può essere sempre utile conoscere chi è già insediato là, ma non sperate che arrivi una svolta. Serve più fortuna che altro. Investite il vostro denaro nei primi due punti perché ne scaturisce la qualità della vostra vita. In sostanza non fate i pulciari come me che alla fine a Istanbul ho fatto il sopravvivente, perdendomi forse il meglio che una megalopoli come questa può offrire.
Siate intaprendenti, siate nuovi. Solo così potrete lasciarvi addosso qualcosa di buono.

Grazie a Valerio per aver condiviso con noi la sua esperienza!

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