domenica 2 dicembre 2012

Le città sotterranee della Cappadocia, Turchia: storia, foto, video, caratteristiche

Città sotterranee della Turchia: rendering
Le città sotterranee della Cappadocia rappresentano una delle attrazioni principali dell'Anatolia e della Turchia in generale. Kaymaklı, Derinkuyu, Mazı Köyü, Özkonak: chilometri di gallerie uniche al mondo che aumentano di anno in anno, con l'intensificarsi degli scavi. Ad oggi sono state localizzate ben 36 città, scavate nella terra fino a 90 metri di profondità. Queste mastodontiche opere di ingegneria degli scavi aprono una lunga lista di quesiti: Come sono state costruite e da chi? Com'era possibile la vita sotto terra? Dov'è finita tutta la terra di risulta, avanzata dopo la costruzione di camere, chiese, scuole e sepolcri? Non a tutte queste domande c'è risposta. Gli studiosi, per esempio, non sanno ancora a quale popolo attribuire l'opera.

QUANDO. I primi piani potrebbero addirittura risalire al Paleolitico, visti i reperti ritrovati dall'archeologo inglese R. Campbell Thomson nel 1910. Le chiese a croce greca ritrovate nei piani inferiori, d'altra parte, sono la prova indiscutibile della presenza romana e bizantina. Quello che si sa con certezza è che dopo l'VIII secolo le città sotterranee della Cappadocia furono abbandonate, e col tempo dimenticate.

PERCHÉ. Perché furono costruite le città sotterranee? Probabilmente per difesa. In caso di invasione gli abitanti della zona lasciavano la superficie per rifugiarsi sotto il terreno, chiudendo gli ingressi al sottosuolo e camuffando i camini di areazione. Tutto nella costruzione delle città fa intendere che siano state progettate per lunghi periodi di permanenza.

CAMINI. Chiunque le abbia costruite, ha scavato per primi i camini di aerazione (profondi fino a 70-80 metri), altrimenti la mancanza d'ossigeno non avrebbe reso possibile i lavori. Da lì, sono state scavate le gallerie e i diversi piani, uniti tra loro da lunghe e anguste scalinate. Uno dei quesiti che tormentano gli archeologi è: dove fu portata la terra asportata dal sottosuolo?

TERRA. Una città sotterranea di 80 metri di profondità occupa un totale di 4 Kmq. Una grossa collina, come minimo. Eppure, il terreno intorno a Derinkuyu - una tra le città meglio conservate, otto piani e 85 metri sotto il suolo - è pianeggiante e non v'è traccia di tumuli di terra sospetti. La soluzione potrebbe essere così banale da risultare incredibile: la valle sarebbe pianeggiante proprio grazie ai detriti avanzati dagli scavi. Ma se così fosse, la terra dovrebbe essere arida e sterile, ma tutta la valle è fertile, sebbene la vegetazione locale non sia particolarmente rigogliosa.


TUFO. Il terreno tufaceo rese possibile il lavoro di scavo con la tecnologia dell'epoca (martello e scalpello). Col tempo il contatto con l'aria ha indurito le pareti, inizialmente friabili e malleabili. La prova è sotto i nostri occhi: mentre le pareti dei piani superiori (i primi a essere scavati) si sono indurite, nei piani inferiori si vedono chiaramente i segni dello scalpello.

ARIA. Grazie ai camini d'areazione, l'aria delle città sotterranee è pulita e respirabile, anche negli ultimi piani; tanto che quando ci si avvicina al camino di areazione con una sigaretta accesa, ci si accorge che il fumo sale velocemente. La temperatura è costante sia d'estate che d'inverno, ferma ai 7°-8° C. Lontano dai camini d'areazione raggiunge invece i 13°-15° C.

CUCINE, LATRINE, STALLE, CANTINE. Nelle città tuttora scoperte sono state trovate pochissime cucine. Le cucine erano comuni per un semplice motivo: tante fonti di calore avrebbero generato troppe fuoriuscite di fumo, visibili dall'esterno a potenziali invasori. Nelle città di Tatlarin e Gelveri sono state trovate anche latrine, insieme a un sistema di fognatura completo. In tutte le città sotterranee della Cappadocia sono state trovate inoltre stalle (sempre al primo piano, quello più vicino al livello del terreno) e cantine per la conservazione del vino.




 


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