sabato 1 dicembre 2012

Storia della Cappadocia: dal Neolitico ai Romani, dal Cristianesimo all'Islam

La storia della Cappadocia cominciò quando le lave rigurgitate dal Vulcano Erciyes si furono ormai raffreddate. L'azione dell'acqua e quella del vento avevano già modellato quelli che oggi chiamiamo i "camini delle fate". I primi insediamenti umani si fanno risalire al Neolitico e furono rinvenuti nel 1958 dall'archeologo J. Melleart sugli altipiani settentrionali dei Monti Tauri, nella località di Çatal Hüyük in provincia di Konya. Le statuette della Dea Madre, i gioielli, le ceramiche colorate e i resti di vasellame scoperti in questi scavi hanno fornito preziose informazioni sulla cultura e sul passato degli abitanti più antichi della zona.


L'Età del Bronzo. Durante gli scavi compiuti dal 1968 al 1977 nel tumulo di topaklı furono portati alla luce reperti di osso e di terracotta risalenti al 3.500 a.C. Negli scavi ordinati dal Museo di Nevşehir a Zank nel 1991 furono ritrovati frammenti di vasellame, pesi e fusi risalenti all'Età del Bronzo antico, dal 3.000 al 3.500 a.C. Il vasellame è ancora oggi un prodotto tradizionale della zona: nella cittadina di Avanos si usano ancora torni di legno non dissimili da quelli utilizzati dai primi abitanti del luogo.

Gli Ittiti, i Frigi e i Medi. Più avanti i proto-Ittiti si mescolarono con i popoli di Nesha, che vivevano sparsi in questa regione, fondando l'Impero Ittita. L'impero, con capitale Hattusas (l'odierna Bogazköi), prosperò fino al 1.200 a.C. A quell'epoca gli Ittiti erano ormai al declino, in lotta perenne con l'Egitto. I resti degli incendi che distrussero le loro città sono ancora visibili. Con la caduta dell'Impero, l'Anatolia (la Cappadocia è una sua regione) rimase a lungo senza un dominatore. Finché nel VII secolo a.C. non passò ai Frigi, famosi come allevatori di cavalli. Purtroppo non si hanno informazioni apprezzabili su questo popolo: non si sa da dove provenga, né in quale parte dell'Anatolia si stabilirono inizialmente e come fecero a fondare un impero così forte. Si sa che i Frigi entrarono in Turchia attraverso lo stretto dei Dardanelli e quello del Bosforo e che, come spiegò lo storico Erodoto, in Europa venivano chiamati Brygi o Birgi. Dopo i Frigi la Cappadocia passò in mano ai Medi ma con la caduta del loro impero, avvenuta nel VI secolo, l'intera Anatolia finì in mano ai Persiani.

I persiani. I Persiani dividevano i loro territori in Satrapie, affidandole a dei governatori chiamati Satrapi. Al tempo vi erano in tutto 20 Satrapie, che dipendevano dall'amministrazione centrale pagando annualmente tributi in cavalli e talenti d'oro e d'argento. Il nome dato dai Persiani alla Cappadocia era Katpatukya, che in persiano significava "Il paese dei cavalli di razza". La Cappadocia, che si trovava nella Satrapia di Daskleion, pagava annualmente un tributo di 360 talenti d'argento.

I greci. Nel 330 a.C. la Cappadocia fu conquistata da Alessandro Magno, il quale affidò la zona al suo luogotenente Sabictas. Alla sua morte, avvenuta nel 323 a.C., il potere passò nelle mani di Ariarathes I. Questi allargò i confini del suo regno fino al Mar Nero a nord e fino all'Eufrate a Est, ma alla sua morte la Cappadocia fu suddivisa in piccoli regni antagonisti dai generali greci detti Diadochi, che si fecero la guerra per 300 anni, fino all'arrivo dei romani nel 30 a.C.

Il Cristianesimo in Cappadocia. Quando Gesù Cristo fu crocefisso e il Cristianesimo condannato, i suoi apostoli lasciarono Gerusalemme. Una delle mete preferite dai fuggitivi fu la Cappadocia. Qui il cristianesimo si sviluppò velocemente e furono santificati tra gli altri San Basilio, San Gregorio di Nazianzo e San Gregorio di Nyssa, nati in Cappadocia. Furono costruite numerose chiese, tuttora in ottimo stato, come quelle custodite nel museo a cielo aperto della Valle di Göreme. I primi luoghi di culto venivano costruiti in luoghi difficilmente raggiungibili, essendo il cristianesimo ancora fuorilegge; fino all'ascesa al trono di Costantino, l'Imperatore romano che riconobbe per la prima volta la libertà di culto. La Cappadocia fu assegnata al patriarcato di Istanbul. Nel VII secolo l'Impero Bizantino cominciava a sentire le mire di conquista del bellicoso vicino islamico. In Arabia era nata la religione musulmana, diffusa dalle parole del profeta Maometto. Nel frattempo la Cappadocia conobbe il periodo iconoclasta: fu vietata l'adorazione delle icone, proibite le immagini sacre e chiusi i monasteri. Fu l'Imperatrice Teodora a liberalizzare nuovamente l'adorazione delle icone, facendo partire la produzione degli affreschi più belli delle chiese della Cappadocia.

I selgiuchidi. Dal 1071 in poi l'Anatolia fu dominata dai Selgiuchidi, i quali lasciarono i Bizantini liberi di esprimere il culto cristiano. Per questo motivo, le chiese nascoste e i monasteri scavati nella roccia persero importanza, venendo pian piano dimenticati.

Gli Ottomani. Da una costola dei Selgiuchidi, musulmani, nacquero gli Ottomani. Fu Othmān I Ghāzī, Osman I, a dare il via alla dinastia degli Ottomani. La dominazione islamica purtroppo causò diversi danni alle chiese e ai resti degli antichi insediamenti in Cappadocia, sebbene i cristiani non furono perseguitati o cacciati via. Dopo la proclamazione della Repubblica turca la presenza cristiana in Cappadocia si estinse con uno scambio di popolazione con la Grecia, avvenuto nel 1924.


Qui sotto, un search box con gli hotel di Göreme:





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